È cominciato il passaggio delle gru, in ritardo di una quindicina di giorni rispetto allo scorso anno. Le avete viste?

La migrazione di questi uccelli si verifica tra l’autunno avanzato e l’inverno, raggiungendo il culmine tra metà febbraio e inizio marzo

Le maestose gru (Grus grus) hanno fatto il loro atteso arrivo sulla Liguria, giungendo con una quindicina di giorni di ritardo rispetto agli anni precedenti. Nel 2021 e nel 2022 le prime comparse avvenivano intorno al 15 febbraio ma nel 2023 si sono fatte attendere, comparendo solo all’inizio di marzo. Lo scorso anno, invece, avevano anticipato all’11 febbraio.

Durante questo periodo affascinante, è possibile osservare il loro straordinario passaggio nel cielo, con stormi che possono contare centinaia di individui, mentre attraversano la città o sorvolano il Beigua. Il loro tipico verso è udibile mentre volano in formazione a “V”, alternandosi nella guida del gruppo. Questi splendidi uccelli nidificano principalmente nell’Europa centrale e settentrionale, trascorrendo poi l’inverno in Africa, Spagna e sud della Francia.
La gru comune è nota per la sua grandezza e dimensione, che variano tra 100 e 130 cm di lunghezza, con un’apertura alare compresa tra 180 e 240 cm e un peso che va dai 3 ai 6,1 kg. Di solito, i maschi sono leggermente più grandi e pesanti rispetto alle femmine. Esteticamente, la gru comune si distingue per il suo piumaggio grigio ardesia, con una fronte e tradizioni nere, nonché una caratteristica corona rossa sulla testa, accompagnata da una striscia bianca che si estende dall’area degli occhi fino alla parte superiore della schiena. Il colore tende a scurirsi sul dorso e sulla groppa, mentre risulta più chiaro sul petto e sulle ali. Le piume primarie, le punte delle secondarie, l’alula e la punta della coda, insieme ai bordi delle copritrici superiori della coda, sono neri, creando un contrasto straordinario.
Durante il periodo di muta, che avviene ogni due anni prima della migrazione, gli adulti subiscono una sostituzione totale delle piume, diventando incapaci di volare per circa sei settimane, fino alla crescita delle nuove penne.
Video di Stefano Pini da via Rocche. Foto di Claudia Maestri da Molassana e Peo Bressan da Pegli.




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